
«La stampa 3D» di arredi in calcestruzzo apre nuove possibilità per Escofet
La produzione additiva sta trasformando profondamente i metodi di produzione industriale e il design urbano. In questo settore in forte espansione, Escofet si distingue come uno dei pochi attori, e probabilmente l’unico, a esplorare la “stampa 3D” del calcestruzzo applicata agli arredi urbani.
Tra innovazione tecnologica, dominio industriale, nuove libertà formali e un catalogo di forme potenziali tanto ricco quanto l’immaginazione umana, questo approccio apre nuove prospettive per la città di domani, che Escofet intende continuare a esplorare con determinazione.
Da oltre un secolo, Escofet sviluppa un know-how unico nella progettazione e produzione di arredi urbani in calcestruzzo. Riconosciuta per le sue elevate esigenze materiali ed estetiche, l’azienda, il cui fornitore esclusivo in Svizzera e Liechtenstein è GTSM Macolin SA, è oggi impegnata in una nuova fase di innovazione: la fabbricazione additiva.
Più comunemente conosciuta dai non addetti ai lavori come “stampa 3D”, questa tecnologia è già ampiamente utilizzata per materie plastiche o metalli, mentre la sua applicazione nel settore del calcestruzzo rimane ancora estremamente rara. Escofet si posiziona così all’intersezione tra ricerca industriale e design urbano, ampliando i confini di questo materiale tradizionale ma esigente quando è concepito per la durabilità.
Escofet e la fabbricazione additiva nel calcestruzzo: una posizione di competenza unica
La fabbricazione additiva, o stampa 3D, consiste nel costruire un oggetto strato dopo strato a partire da un modello digitale. In ambito industriale questa tecnologia è già ben consolidata per la prototipazione o la produzione di componenti complessi. È particolarmente diffusa nei settori dell’aeronautica, dell’automobile e anche in quello sanitario. Nel settore del calcestruzzo, tuttavia, le esigenze tecniche sono nettamente superiori.
Escofet rappresenta qui un’eccezione, poiché è il primo produttore a cimentarsi in questo tipo di fabbricazione con il calcestruzzo. Mentre la maggior parte degli attori della fabbricazione additiva lavora con malte o materiali compositi più facili da estrudere, Escofet esplora il vero calcestruzzo strutturale e durevole. Questa differenza è fondamentale: il calcestruzzo contiene aggregati più grossolani, che gli conferiscono una maggiore resistenza meccanica nonché una migliore qualità e durabilità. La malta, invece, è in un certo senso il “collante” dell’edilizia. Serve a unire elementi costruttivi o a intonacare pareti. Normalmente non è pensata per formare da sola elementi massicci e autoportanti.
Tabella riassuntiva delle proprietà della malta rispetto al calcestruzzo:
| Materiale | Malta | Calcestruzzo |
|---|---|---|
| Aggregati | Solo sabbia fine | Sabbia + ghiaia/ghiaietto |
| Funzione principale | Incollare e lisciare | Portare e stabilizzare |
| Applicazioni | Giunti di muratura, intonaci, massetti | Fondazioni, ponti, muri, arredi autoportanti |
| Consistenza | Piuttosto cremosa/pastosa | Più granulosa e “pietrosa” |
Queste caratteristiche evidenziano l’approccio altamente innovativo di Escofet nell’utilizzo del calcestruzzo per la fabbricazione additiva. Il rovescio della medaglia è che ciò rende il processo di “stampa” notevolmente più complesso.
Grazie a questa tecnologia, Escofet ha quindi sviluppato un processo molto sofisticato per creare una serie di prodotti in calcestruzzo completamente nuovi, realizzati tramite stampa 3D, come ad esempio la sedia GATA e il vaso VIMET:
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Escofet – sedia GATA stampata in 3D |
Escofet – fioriera VIMET stampata in 3D |
Oltre alla moltiplicata libertà formale offerta da questa tecnologia, essa consente anche una lavorazione molto precisa della granulometria e delle strutture superficiali degli arredi urbani, permettendo così la riproduzione di texture finora sconosciute al calcestruzzo:
ciò posiziona Escofet come un pioniere unico nel campo dell’arredo urbano, capace di coniugare innovazione tecnologica d’avanguardia con i requisiti strutturali del calcestruzzo ad alte prestazioni per l’architettura.
Il processo di fabbricazione additiva del calcestruzzo
Il principio della fabbricazione additiva si basa su un processo completamente digitale, automatizzato e controllato, in cui il materiale viene depositato solo dove è strutturalmente necessario. Nel caso del calcestruzzo, questo processo richiede una gestione estremamente precisa sia della progettazione sia dell’estrusione, nonché del comportamento reologico del materiale. Il calcestruzzo deve infatti essere formulato appositamente per la fabbricazione additiva, con un equilibrio molto accurato tra proprietà tra loro in parte contrastanti.
- Il primo passo consiste nella progettazione digitale (CAD).
Un oggetto viene inizialmente progettato in 3D tramite un software di modellazione. Il modello viene poi suddiviso in strati successivi, creando una traiettoria di stampa che guida la macchina, strato dopo strato, durante il processo di produzione. - Il secondo passo consiste nel “stampare” strato dopo strato.
Una testina di stampa o un sistema robotizzato deposita il calcestruzzo in modo controllato e continuo o semi-continuo, costruendo progressivamente gli strati sovrapposti. A differenza dei metodi tradizionali, non si utilizzano né stampi né casseforme né la classica compattazione mediante vibrazione. La stabilità della forma dipende quindi direttamente dalla viscosità della miscela, dalla sua capacità di sostenere il proprio peso e dalla coesione tra gli strati. Si tratta di una fase in cui geometria e comportamento del materiale sono indissolubilmente legati.
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Illustrazione dal catalogo Escofet che mostra i suoi progetti nel campo della fabbricazione additiva. |
Rilevanza ecologica e industriale
Uno dei principali vantaggi della fabbricazione additiva è la significativa riduzione degli sprechi di materiale. A differenza dei processi tradizionali che utilizzano metodi sottrattivi (in cui il materiale viene rimosso tramite taglio, foratura o levigatura), non si genera materiale in eccesso: la massa viene depositata solo dove è effettivamente necessaria. Ciò comporta una maggiore efficienza e una più ampia libertà progettuale.
Questo consente:
- una migliore efficienza nell’uso delle risorse
- una riduzione dei rifiuti di produzione
- un’ottimizzazione delle forme per minimizzare il consumo di materiale
- nonché una produzione potenzialmente più locale e flessibile
In sintesi, la fabbricazione additiva si afferma come un approccio produttivo più economico e intelligente, in cui il materiale non è più considerato come un surplus da lavorare, ma come una risorsa impiegata con precisione. Si apre così la strada a un’industria più efficiente e flessibile, meglio allineata alle attuali sfide della sostenibilità e dell’ecologia.
Nuove possibilità per l’arredo urbano: esempi di progetti realizzati
Oltre all’aspetto tecnico, la fabbricazione additiva apre un notevole potenziale creativo per l’arredo urbano. Le tradizionali limitazioni legate agli stampi vengono eliminate, lasciando spazio a forme complesse, organiche o completamente personalizzate. Questa libertà consente di progettare oggetti urbani adattati al contesto, più espressivi e persino scultorei. Permette inoltre di sviluppare arredi che nascono dalle richieste più audaci e creative dei clienti.
Di seguito sono riportate realizzazioni concepibili sulla base di questa tecnologia innovativa.
(Queste proposte generate dall’intelligenza artificiale hanno esclusivamente funzione illustrativa e si ispirano a design esistenti, senza che GTSM Macolin SA o Escofet rivendichino diritti sulle opere rappresentate, sui relativi autori o progetti, né alcuna connessione con essi.)
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Un elemento di seduta scultoreo a forma di libro, installato davanti a una biblioteca o a un’università, che unisce il simbolo della conoscenza alla funzione pratica di una panchina collettiva. |
Sedute protette da una copertura a forma di conchiglia, che creano una “bolla di silenzio nella città”. Oppure una fermata dell’autobus realizzata con stampa 3D, caratterizzata da forme organiche. |
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Una reinterpretazione della celebre poltrona Eames del 1956 (Eames Lounge / Ottoman) in calcestruzzo, trasformata in un elemento monumentale di arredo urbano. |
Una versione scultorea della mitica chaise longue modernista LC4, progettata da Le Corbusier nel 1928, adattata allo spazio pubblico urbano. |
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Una variante urbana del celebre divano di Florence Knoll del 1954, concepita come seduta collettiva per lo spazio esterno. |
Una reinterpretazione del divano “Terrazza” di Ubald Klug del 1973, con forme particolarmente adatte alla stampa 3D. |
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Una reinterpretazione del celebre divano Bocca, progettato nel 1937 da Salvador Dalí e noto anche come “Mae West Lips Sofa”, realizzato in calcestruzzo e caratterizzato da un linguaggio visivo giocoso, surrealista e da forme organiche. |
Oppure, immergendosi ancora più profondamente nell’iconografia rinascimentale, perché non una panchina a forma di conchiglia, ispirata a “La nascita di Venere” del celebre pittore Botticelli? |
Questa tecnologia potrebbe così ridefinire in modo duraturo gli standard dell’arredo urbano contemporaneo, e il team di GTSM Magglingen AG è orgoglioso di poter offrire, in collaborazione con Escofet, un arredo urbano particolarmente innovativo e al tempo stesso di alta qualità.
La sedia GATA di Escofet ha attirato la sua attenzione? Oppure, più in generale, l’arredo urbano in calcestruzzo di Escofet?
Ha un progetto di progettazione urbanistica e sta pensando alla stampa 3D o alla fabbricazione additiva per realizzare al meglio la sua idea concettuale?
Contatti GTSM Macolin SA!
Chiamate il numero 091 940 40 50 o scrivete una e-mail a info@gtsm.ch per maggiori informazioni o per una consulenza, telefonica o in loco.












